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Come si scrive una mail a un professore universitario?

Aggiornato il · 6 min di lettura · a cura del team di HidenGPT

Una mail a un professore universitario parte dal tuo indirizzo istituzionale, ha un oggetto che dice di cosa si tratta, apre con «Gentile professore» o «Gentile professoressa» seguito dal cognome, ti presenta con nome, matricola e corso e fa una sola richiesta, chiara. Si chiude con un ringraziamento, «Cordiali saluti» e nome e cognome.

Prima di scrivere, controlla che la risposta non sia già nella scheda dell'insegnamento o sulla pagina del corso: è il primo consiglio del vademecum sulla comunicazione formale dell'Università di Padova.

Formule per la mail al docente: le indicazioni del vademecum dell'Università di Padova, la voce «chiarissimo» del vocabolario Treccani e qualche consiglio nostro
Parte della mailVa beneMeglio evitare
Apertura, un docenteGentile professore Rossi, / Gentile professoressa Bianchi,Buongiorno prof., Salve prof., Prof., Professoressa da solo, Ciao
Apertura, più docentiGentili professori, / Gentili professoresse,Gentile professore, al singolare, se i destinatari sono più di uno
Apertura molto formaleChiarissimo professore, / Chiarissima professoressa,Usarla in una richiesta veloce di tutti i giorni, dove suona eccessiva
A un ufficioSpettabile Segreteria didattica,Ciao, oppure nessun saluto
ChiusuraCordiali saluti / Cordialmente / Le porgo i miei cordiali salutiSaluti e Cari saluti (troppo colloquiali); Distinti saluti, che il vademecum considera da lettera commerciale
FirmaAnna BianchiBianchi Anna, oppure solo Anna

Prima di scrivere: tre controlli

Primo, la risposta c'è già? Modalità d'esame, programma, bibliografia e date di solito stanno nella scheda dell'insegnamento e sulla pagina del corso, spesso su Moodle. Il vademecum di Padova lo mette all'inizio di tutto: una domanda che trova risposta lì fa perdere tempo a due persone.

Secondo, il destinatario è giusto? Piano di studi, tasse, iscrizioni e certificati di solito riguardano la segreteria, non il docente.

Terzo, l'indirizzo. Scrivi dalla mail istituzionale che il tuo ateneo ti ha dato: a Padova il vademecum chiede di usare solo quella, ed è comunque l'indirizzo che il docente riconosce subito come quello di uno studente. Una mail, una richiesta: se le domande sono tre, forse ti serve il ricevimento.

L'oggetto e l'apertura

L'oggetto dice in poche parole di cosa parla la mail, così il docente la capisce prima di aprirla e la ritrova dopo. Il vademecum di Padova consiglia un oggetto breve e specifico, con la sigla del corso quando il docente insegna in più corsi. Per esempio: «Diritto privato, canale A-L: richiesta ricevimento» oppure «Economia aziendale: richiesta tesi triennale». Evita «Info», «Urgente» e l'oggetto vuoto.

Per l'apertura, la formula sicura è «Gentile professore» o «Gentile professoressa», con il cognome e una virgola; la riga dopo inizia con la minuscola. Il vademecum sconsiglia «Buongiorno prof.» e «Buonasera», perché il messaggio può essere letto a un'altra ora, oltre a «Salve» e a «Prof.» da solo. «Chiarissimo professore» è il titolo che, come registra il vocabolario Treccani, si usa nelle intestazioni delle lettere in particolare per i professori universitari: va bene per una lettera formale, in una richiesta veloce può sembrare troppo.

Il Lei con la maiuscola è un uso di cortesia, non un obbligo. Se lo scegli, usalo in tutta la mail.

Il corpo: chi sei, cosa chiedi, perché

L'ordine che suggerisce il vademecum di Padova è semplice: chi sono, cosa faccio, cosa mi serve e perché. Presentati con nome e cognome, in quest'ordine, matricola, corso e anno, e indica l'insegnamento e l'anno accademico in cui l'hai seguito, perché da un anno all'altro il programma può cambiare. Poi fai la domanda, diretta, senza informazioni personali che non c'entrano.

Ecco una mail completa per chiedere la tesi, di circa cento parole:

«Oggetto: Economia aziendale, richiesta tesi triennale

Gentile professoressa Ferrari,

sono Giulia Conti (matricola 1098765), studentessa del terzo anno di Economia aziendale. Ho seguito il Suo corso di Marketing nel secondo semestre dell'a.a. 2025/2026.

Vorrei chiederLe se è disponibile a seguirmi per la tesi triennale, che vorrei discutere nella sessione di luglio 2027. Mi interessa il tema dei resi nell'e-commerce di abbigliamento, di cui abbiamo parlato a lezione.

Se per Lei va bene, potrei passare al ricevimento del martedì per presentarLe un'idea in una pagina.

La ringrazio per l'attenzione.

Cordiali saluti, Giulia Conti»

Se alleghi un file, annuncialo nel testo e dagli un nome che si riconosce, con cognome, sigla del corso e una parola chiave, per esempio Conti_EA_tesi_capitolo1. Per i capitoli da correggere vanno bene PDF o Word; per moduli e certificati, solo PDF.

Se non risponde: il sollecito

Un docente può non rispondere subito per tanti motivi. Il vademecum di Padova suggerisce di aspettare almeno 2-3 giorni prima di riscrivere e di non mandare il sollecito nel fine settimana, quando finirebbe sotto le mail del lunedì.

Puoi rispondere alla mail precedente ricopiando il testo senza modifiche, oppure scriverne una nuova. In quel caso presentati di nuovo, perché la prima potrebbe non essere stata letta, e richiama la data: «Le scrivo di nuovo in merito alla mail del 3 ottobre sulla richiesta di tesi.» Poi ripeti la domanda in una frase.

Se la questione ha una scadenza, come un'iscrizione all'appello, non aspettare il terzo sollecito: vai al ricevimento o chiedi alla segreteria didattica.

Errori comuni

  • Scrivere dall'indirizzo personale: usa la mail istituzionale, che il docente riconosce subito come quella di uno studente.
  • Aprire con «Buongiorno prof.»: la mail può essere letta a un'altra ora e «prof.» è sbrigativo; scrivi «Gentile professore» o «Gentile professoressa» con il cognome.
  • Chiedere ciò che è già nella scheda dell'insegnamento: controlla prima la pagina del corso e la piattaforma didattica.
  • Mettere tre domande diverse in una mail: una mail, una richiesta; per il resto c'è il ricevimento.
  • Firmarsi «Rossi Mario» o solo «Mario»: firma con nome e cognome, in quest'ordine.
  • Sollecitare dopo un giorno: aspetta almeno 2-3 giorni, evita il fine settimana e ripresentati nel secondo messaggio.

Domande

Come si inizia una mail al professore universitario?

Con «Gentile professore» o «Gentile professoressa», il cognome e una virgola, poi la riga successiva con la minuscola. Evita «Buongiorno prof.», «Salve» e «Prof.» da solo.

Come si conclude una mail al professore universitario?

Con un ringraziamento e una formula come «Cordiali saluti» o «Cordialmente», poi nome e cognome. Il vademecum di Padova sconsiglia «Saluti» e «Cari saluti», troppo colloquiali, e anche «Distinti saluti», che considera da corrispondenza commerciale.

Come scrivo una mail al professore per chiedere la tesi?

Presentati con matricola e corso, ricorda quale insegnamento hai seguito con lui o con lei, indica un tema che ti interessa e la sessione in cui vorresti laurearti, e chiedi un appuntamento al ricevimento. L'esempio in questa pagina è di circa cento parole.

Lei va scritto con la maiuscola?

Puoi scegliere: la maiuscola di cortesia è un uso diffuso nella corrispondenza formale, non un obbligo. L'importante è essere coerenti in tutta la mail.

Quando si usa «Chiarissimo professore»?

Nelle lettere formali: il vocabolario Treccani lo registra come titolo usato negli indirizzi e nelle intestazioni delle lettere, in particolare per i professori universitari. In una mail di tutti i giorni «Gentile professore» basta.

Dopo quanto posso sollecitare un professore?

Dopo almeno 2-3 giorni, come suggerisce il vademecum dell'Università di Padova, e non nel fine settimana. Nel sollecito presentati di nuovo e richiama la data della prima mail.

Posso dare del tu al professore?

Solo se è lui o lei a proportelo, e anche allora, per iscritto, molti studenti restano sul Lei. Nel dubbio, Lei.

Posso usare un'AI per scrivere la mail al professore?

Per una prima bozza sì, purché i fatti siano tuoi: matricola, corso, la richiesta. Il formato Email di HidenGPT, con il tipo Email di lavoro, per esempio, scrive una mail breve dai tuoi appunti; rileggila e togli ogni frase che non useresti.

Fonti

  1. Università di Padova, piattaforma Moodle della Scuola di Scienze umane: «La comunicazione formale. Vademecum» (PDF) (consultato il 10 ottobre 2026)
  2. Vocabolario Treccani, voce «chiarissimo» (consultato il 10 ottobre 2026)